08/06/2008
L'inconscio
Riporto alcune righe che ho letto sull'inconscio e la psicanalisi moderna perchè mi sono piaciute molto e perchè sembrano scritte da me .....
"Quando è che l’inconscio si mette in moto? quando la personalità pecca di unilateralità, quando davanti a una qualunque coppia di opposti uno dei due poli tiranneggia o rimuove completamente l’altro.
Quando si impianta nella nostra personalità una dinamica di unilateralità, l’inconscio si agita perchè deve compensare. Unione profonda e scissione superficiale degli opposti hanno sempre convissuto: il principio della divisione e il principio dell’integrazione sono lo scheletro dei miti, delle religioni e delle leggende che parlano delle origini.Finchè la crescita della nostra coscienza, con le sue implicazioni classificanti, binarie, frantumanti, divisorie, ecc., non impedisce una qualche forma di compensazione a favore dell’altro principio, quello riunificante, trascendente, divino, l’inconscio non ha bisogno di agitarsi. All'inizio dell’avventura umana quando la coscienza ha iniziato a emergere dall’inconscio, è caduta sotto il dominio necessario del principio della scissione. E, guarda caso, mentre la coscienza si distaccava dall’inconscio, Prometeo istituiva il rito del sacrificio agli dei. Ma da quando l’Io occidentale ha perso la consapevolezza dei suoi limiti, da quando si messo al centro e ha negato ogni convivenza con il trascendente, da quando il mistero è stato reso tabù perchè la scienza, e solo essa, doveva decidere su ciò che aveva diritto all’esistenza, da quando l’io si è fatto arrogante, l’inconscio ha iniziato ad agitarsi e l’uomo occidentale ha iniziato a conoscere la nevrosi. E con la nevrosi è stata trovata la medicina. Ed è nata la psicoanalisi che permise, col suo concetto di inconscio, il progressivo recupero del principio unitario rimosso dalla coscienza unilaterale. E lo trovò non più "fuori" ma dentro l’essere umano. Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo ma, se aspiriamo ad un incontro "personale" con Lui, è al nostro inconscio che, primariamente, dobbiamo rivolgerci. "
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19/05/2008
Nella buia notte dell'anima
Nella buia notte dell'anima sei solo, non hai nessuno che ti può aiutare, sei solo davanti a tutti i tuoi errori o quelli che fino ad allora tu hai ritenuto tali, sei davanti a te stesso a tutte le tue contraddizioni, davanti a tutti i tuoi paradossi a tutte le tue proiezioni. Non c'è nessuno che può contenerti emotivamente nessuno che ti può consolare nessuno che ti può dare quello che tanto hai desiderato, nessuno che può farti sentire bene. Sei solo, e sai che la soluzione sta nell'accettare quella solitudine nel rinunciare totalmente a pensare che qualcuno o qualcosa possa renderti felice, sia esso qualcosa di materiale, o spirituale o affettivo e quindi umano .... in quella notte ti rendi conto che tu sei tutto e nulla e che anche Dio è solo un costrutto per non sentirti solo. Quando in quella notte rinunci a cercare un compenso di qualunque tipo, umano, materiale spirituale, al tuo grande vuoto, allora la solitudine scompare e ti accorgi che essa era generata dalla ricerca di qualcosa, qualcosa che sentivi mancarti, quel qualcosa eri tu stesso che in cerca hai abbandonato te stesso .....
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30/05/2007
Diventare grandi ....
Tutti guardiamo la vita attraverso il filtro delle nostre esperienze. Questo ce la fa vedere in modo distorto, sia che le esperienze siano state positive sia che siano state negative. Noi proiettiamo noi stessi, i nostri problemi, i nostri dubbi, le nostre insicurezze sugli altri. Sono gli altri che ci feriscono, sono gli altri che ci fanno sentire male, che ci bloccano o qualsiasi altra cosa. In realtà siamo noi a limitarci. Mia moglie mi ha più di una volta detto che fa fatica a fidarsi di me dopo quello che è accaduto tra noi. Io mi chiedo che bisogno ha di fidarsi di me ..... quella fiducia è la speranza che io non la faccia soffrire, che io non la faccia sentire come lei non vuole sentirsi, quella fiducia le serve per abbandonarsi nelle mie braccia. Ma è giusto? in questo modo abbandonerà se stessa per un altro che per quanto la ami è diverso da lei. Se si vuole vedere la vita per quello che è non si può avere paura dei propri sentimenti. Non si può avere paura di sentirsi raggirati, non si può avere paura di sentirsi brutti, non si può avere paura di essere abbandonati. Se si impara ad accettare tutte queste situazioni ed i sentimenti ad esse correlate senza dare la colpa a chicchessia piano piano si amerà nel vero modo in cui si dovrebbe amare, senza avere bisogno di ricevere qualcosa in cambio. E' utopia? nel corso della vita mi sono reso conto che è possibile, il cammino non è facile, meno che meno è facile tenere dentro di se certi tipi di sentimenti, ma è possibile, ed il risultato è impareggiabile come tutte le cose di valore ..... occorre essere però autentici, e non dimostrare a se stessi di essere capaci di fare una cosa del genere, occorre scegliere coscientemente di fare una cosa del genere e arrivarci dopo un percorso personale.
12:05 Scritto da: cercandolavia@v in Religione e Spiritualità | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | OKNOtizie |
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05/04/2007
Crescere insieme ... è poi possibile?
Stasera abbiamo fatto l'amore ..... ma mi manca sempre qualcosa amore mio. Te l'ho detto, avrei bisogno di qualcosa di tuo .... non necessariamente deve essere qualcosa di volgare o porno. Vorrei semplicemente ispirarti qualcosa. Vorrei essere io il protagonista di un tuo pensiero erotico, di una tua fantasia, vorrei essere lo strumento attraverso il quale tu esplori qualcosa di nuovo di te, facendomi partecipe ... è così che potrei veramente entrare dentro di te e conoscerti veramente .... invece sono sempre io a cercarti per sperimentare qualcosa di nuovo, con il risultato che tu mi conosci perfettamente mentre a me rimane sempre qualche dbbio sulla tua natura più profonda. Tu dici di non avere fantasia .... non è vero .... tu ce l'hai, è sepolta dentro di te, la dove i tuoi l'hanno imprigionata per renderti più gestibile quando eri piccola e ribelle. Ti sei adeguata alla realtà che hai trovato ed hai ignorato tutto quello che ti te andava fuori dalle righe ... eppure io questa parte di te l'ho sentita quando ci siamo conosciuti, la sento tutt'ora, anche se la sento bloccata da mille paure inconsce, io sento che la ignori rivolgendo la tau attenzione a ciò che più comunemente tutti accettano e riconoscono. Come vorrei che ti liberassi di quelle catene invisibili .... è un atto che devi fare tu, io non posso liberarti, nessuno può farlo se prima tu non apri quella porta. Spesso si pensa che certi uomini o certe donne possano liberare quella parte di noi che non conosciamo ma è solo apparente il loro intervento .... in realtà siamo noi che quando siamo pronti attiriamo la situazione o la persona che ci permette di vedere ciò che prima celavamo ai nostri occhi .... per cui io non posso liberarti nonostante io lo desideri ... posso solo aspettare, ma a volte penso che stando vicino a te tutto questo non possa accaddere. Mi sono reso conto che nella vita la benzina che ci fa procedere non è avere ciò che vogliamo ma esattamente il contrario. E finchè soddisferò tutti i tuoi bisogni quel salto tu non lo farai mai, Me ne dovrei andare, lo so e lasciare fare alla vita .... è l'unico modo che avrei per accelerare questa situazione .... ma è giusto accelerarla? non è più giusto aspettare che sia tu a trovare il momento e la motivazione giusta? alcuni frutti rimangono appessi al ramo troppo e lì marciscono .... altri si staccano troppo presto e rimangono acerbi ..... Non so cosa fare con te ..... ecco perchè il lavoro e la realizzazione personale rimangono le uniche stradepercorribili in questo momento .....
23:19 Scritto da: cercandolavia@v in Religione e Spiritualità | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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30/03/2007
I brutti periodi
Ci sono periodi in cui non si può fare nulla ed è assolutamente inutile fare qualcosa di diverso da quello che istintivamente faremmo anche se potrebbe essere molto pericoloso .... in questi periodi occorre rendersi conto di cosa non va dentro di noi e l'unico modo per farlo è essere ciò che si è nel bene e nel male ..... è chiaro che i risultati del nostro comportamento ci daranno dimostrazione di quanto ci sia di buono dentro di noi e di quanto non ci sia di buono. In questi periodi occorre registrare tutto quello che succede per comprenderlo, accettarlo e mettere un nuovo seme per il futuro, per come vorremmo essere, per come diventare ciò che siamo e che non sappiamo di essere. Sono periodi brutti nei quali non funziona nulla ma tutto questo serve per metterci di fornte a ciò che noi crediamo essere giusto quando invece potrebbe non esserlo fino in fondo, e tutto questo ci serve per vedere cosa solitamente non vogliamo vedere. Mi rendo conto che a volte è necesario passare periodi così, poichè anche se qualcuno ci viene a dire certe cose noi non le vogliamo accettare ..... e allora l'unico modo è sbatterci il naso e rendercene conto di persona .... essere consapevoli di periodi così ci permette di fermarci un attimo prima del baratro , un attimo prima dell'irreparabile, sta a noi imparare ad accettare queste situazioni ed imparare a gestirle e a trasformarle in un momento di presa di coscienza e non in un momento di sconfitta o di fallimento ....... se la vita è vibrazione esattamente come il respiro anche le situazionidevono vibrare e quindi essere soggette ad oscillazioni nel bene e nel male ..... o meglio quelli che noi consideriamo bene e male perchè se si va veramente in profondità al bene e al male ci si rende conto che sono solo delle nostre valutazioni ma che non esistono così come lì pensiamo noi ......
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19/03/2007
Pensieri a voce alta ....
Per motivi di lavoro ho dovuto rileggermi un pò tutto sulla cellula e mi sono fatto molte domande. Il nostro corpo ne contiene una cifra altissima, non so se due o tre triliardi. Mi sono ristudiato come funziona una cellula, e mi sono reso conto che sono dei veri e propri esseri viventi a tutti gli effetti. Da dove abbia avuto origine una cellula nessuno lo sa, è il grande mistero della vita, meno che meno si sa cosa tenga insieme una cellula, nonostante tutto si è partiti sicuramente da una sola cellula per arrivare a noi, poichè siamo fatti di cellule. Esitono cellule procariote e cellule eucariote e già questa mi ha fatto pensare. Organismi unicellulari e pluricellulari. Le cellule procariote sono cellule senza nucleo e senza organuli cellulari. Le cellule eucariote sono cellule con nucleo e organuli cellulari, sono cellule specializzate. Un batterio, che può dare una malattia, è una cellula procariota, un alga è formata da cellule procariote, idem vale per le spore fungine. Le cellule eucariote invece sono cellule che raggruppandosi tra loro si sono poi specializzate e divisi i compiti, formando dapprima tessuti e poi organi, sia nel mondo animale che in quello vegetale. Leggendo la storia delle cellule mi ha fatto pensare alla nostra storia e alla storia di quella che noi chiamiamo società ...... se io ho due o tre triliardi di cellule dentro di me, io con la mia coscienza rappresento Dio per loro, sempre che abbiano una qualsiasi forma di coscienza e la necessità di giustificare la loro esistenza ..... da qui ho riflettuto molto ..... molto .... mi piacerebbe scrivere tutte le mie riflessioni ma la mia mente va troppo rapida e non ora non riesco più a ripercorrere i pensieri che ha tracciato. Mi chiedo che senso abbia la vita, che senso ha ogni cosa che vivo quotidianamente .... possibile che la maggior parte delle persone abbia rinunciato a farsi questa domanda. La risposta l'abbiamo solo noi secondo me .... siamo noi che diamo senso alle cose e quando non glielo diamo diventano appunto senza senso .... e anche la vita perde senso. Ma cosa vuol dire senso, vuol dire direzione .... da qui in poi le cose si complicano, si perchè ognuno di noi ha già una direzione ..... deve decidere solo se seguirla o trovarne una nuova, più adatta a se stesso e alla propria natura .... sempre qua vado a finire ...... il mio nick ne è una dimostrazione ....
16:38 Scritto da: cercandolavia@v in Religione e Spiritualità | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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07/03/2007
Autenticità
"Tutto ciò che non uccide fa crescere" a volte si pensa di non rispettare i sentimenti dell'altro a dirgli e fargli certe cose, si pensa di fargli del male. E' vero a volte è così! Ma altrettante volte non è così. Altrettante volte occorerebbe essere sinceri e dire la verità anche se fa male, anche se si rischia di perdere "l'amore" dell'altro, anche se occorre sostenere una battaglia. Ma allora come si fa a decidere. Se ci si ascolta ci si rende conto che a volte si riesce a dirlo altre volte no. Ecco la risposta, occorre sentirlo dentro e non giudicarsi troppo, e non pensare mai che ci sia un comportamento giusto ed uno sbagliato partendo da dei pricnpi universali fissi. E' per questo che in questo mondo la verità appare così sfuggente ed inpenetrabile, perchè è dentro la coscienza di ognuno di noi e non può vedersi e non può nemmeno essere giudicato da fuori. L'autenticità non è di questo mondo o quanto meno non è molto comune. Tutti sono stati educati ad essere migliori di quello che realmente sono, ma nessuno si accorge che non cambia nulla, e che sopratutto prima o poi la nostra vera natura quella che se ne frega dei principi morali ed etici viene fuori e fa danni a non finire. Diverso sarebbe se si riconoscesse questa parte di noi e la si accettasse fin da subito .... probabilmente dandogli uno spazio non cercherebbe più di prenderselo a tutti i costi .... ma per comprendere questa cosa occorre prima essere uccisi figurativamente come nel detto .....
13:52 Scritto da: cercandolavia@v in Religione e Spiritualità | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |
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24/01/2007
Come sto?
Ma è un periodo molto intenso per me, ci sono giorni in cui non ho tempo nemmeno per fare pipì. Il lavoro non è mai andato così male, non ho mai avuto problemi economici ma in questo periodo faccio fatica ad arrivare a fine mese, è da questo che è nato l'ultimo post, ho praticamente perso uno dei miei tre lavori, quello che mi dava di più e per di più ho avuto un incidente stradale e rimettere a posto la macchina è stato pesante. Ma dentro di me sto bene, anche se fuori corro, sono teso e a volte nervoso dentro di me sto abbastanza bene. Osservo queste difficoltà e ne riesco a riconoscere il senso. Per me ogni esperienza ha un senso, ogni esperienza porta dentro di noi nuova conoscenza. Queste esperienze mi stanno insegnando a cambiare. Qualche giorno fa parlando con la persona con cui dovrò fare un nuovo corso di astrologia e psicosomatica mi sono reso conto che tutto quello che impariamo a scuola, al lavoro, tutto quello che è cultura specifica, sia essa una laurea in medicina, o una filosofia o la stessa astrologia o la religione, o l'omeopatia ... qualsiasi cosa è superflea alla fine. Però tutte queste cose servono ..... serve studiare, serve capire comprendere, analizzare, ma ad un certo punto devi lasciare tutto ciò. E l'unica cosa che conta veramente, l'unica conoscenza che senti vera e che puoi scambiare anche con gli altri senza allontanarti da loro è la vita, fatta dell'esperienz quotidiana. Ma per poter capire le esperienze che si fanno e la vita stessa prima occorre avere anche cultura in qualcosa, non necessariamente la laurea anche in un lavoro semplice, ma sapere tutto di quel lavoro ..... si occorre prima aver fatto un percorso conoscitivo, non perchè quella cosa ti aiuta a comprendere meglio la vita sia essa una filosofia, una religione, un lavoro semplice, una laurea chissà che cosa ... non per quello ma perchè il percorso che hai fatto per acquisire quella cultura di qualsiasi tipo ti aiuterà a capire meglio la vita .... percui se avessi vissuto questo periodo privo delle conoscenze che attulamente ho sarei stato molto male, invece oggi posso vivere intensamente questo periodo grazie anche alla mia cultura. E riesco a capire chi dice che senza fede non si potrebbe sopravvivere a certe esperienze. A me la fede in una religione non serve, io ho trovato la mia religione, la mia fede, fatta di tanti pezzi, pezzi di me che ho recuperato attraverso la conoscenza di mille cose e quello che conta veramente dentro di me non sono le mille cose che ho studiato ma quello che le mille cose mi hanno aiutato a vedere e cioè me stesso, ed è in questo che in questo periodo così duro io credo. La sensazione è che fuori c'è la tempesta ma dentro c'è calma, serenità, tu puoi vedermi magari arrabbiato triste, e poi felice, e poi di nuovo giù, ma dentro io mi osservo, in questo continuo cambiamento e questo mi fa sentire bene. E' difficile da descrivere questa sensazione, ma è come se mi osservassi e accettando questi miei mille modi diversi di essere acquisissi serenità e benessere .. sento che sto crescendo e sono contento di questo ... il resto si risolverà come sempre ....
22:11 Scritto da: cercandolavia@v in Religione e Spiritualità | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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15/01/2007
Avere troppo ....
Quando si ha tanto non si è mai contenti, quando si ha poco, o nulla, ogni cosa crea felicità, sembra una banalità ma vissuta intensamente questa affermazione è vita reale. A volte quando non si riesce ad essere più felici e si desidera esserlo di nuovo l'unico modo è rinunciare a qualcosa. Si può farlo da soli si può lasciare che siano gli altri a farlo ... il risultato non cambia
18:52 Scritto da: cercandolavia@v in Religione e Spiritualità | Link permanente | Commenti (5) | Segnala | OKNOtizie |
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18/12/2006
Vivere il presente?
Oggi ho pensato che se si vuole vivere il presente non si può programmare il futuro, o si fa l'uno o si fa l'altro, ma le cose non sono così. Mi hanno detto che alla base della magia c'è la capacità di mantenere salda l'intenzione, senza mai farsi distrarre o deviare. Magia, miracolo, tutto ciò che crediamo impossibile se noi abbiamo fiducia, o fede come dicevano i nostri padri, si realizza. Vivere il presente percui non vuol dire necessariamente essere alla merce dei fatti, delle situazioni o delle persone ma fare dell'intenzione la nostra unica ragione di vita. Se si è alla merce dei fatti delle situazioni o della vita è perchè noi non sappiamo in realtà chi siamo, e dove vogliamo andare. E' proprio questo che ci toglie determinazione, e ci fa distrarre. Il non sapere con precisione cosa vogliamo, chi siamo e dove vogliano andare ci fa perdere lungo il cammino. In questo periodo della mia vita mi è accaduto proprio questo .... si, proprio a me, Cercandolavia è mio nick, e mi sono messo questo nick perchè non mi conoscevo e penso tuttora di non conoscere ancora bene la mia via. E' per questo che mi distraggo lungo il cammino. Ma mi sono reso conto che le mie distrazioni sono funzionali a me. Cosa voglio dire? che ciò che mi distrae è ciò che mi manca per completare il puzzle che rappresenta la mia anima, ciò che non vedo ma che "anima" il mio corpo, che lo muove che gli da vita, che lo spinge inconsapevolmente verso la conoscenza di se. E per scoprirsi occorre fare come i bambini, seguire le proprie pulsioni, verificarle direttamente, mantendo dentro fissa la meta .... e qual'è la mia meta? conoscermi, a tal punto da poter pensare o desiderare una cosa e realizzarla, con costanza, pazienza, determinazione, fede intramontabile, superando ogni ostacolo, rimanendo positivo e di buon umore .... è proprio pensando a queste parole che ritorno al pensiero inziale. Se io vivo il presente posso realizzare tutta una serie di desideri, o di cose che sono il frutto delle conoscenze che ho acquisito negli ultimi 43 anni .... ma proprio per la facilità con la quale li riesco a realizzare non li desidero più come ciò che ancora non ho .... ed è qua che mi fermo .... alla base della vita c'è sempre il desiderio per qualcosa di nuovo, quando si scopre che in realtà quello che conta non è il nuovo ma il percorso che si deve fare per raggiungere ciò che vogliamo le cose cambiano dentro ..... cambiano per sempre ..... e anche se queste parole sono io a pronuciarle come se le avessi già realizzate mi rendo conto che sono solo dei pensieri, ben lontani dalla loro concretizzazione .....
09:41 Scritto da: cercandolavia@v in Religione e Spiritualità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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